I Nonni ascoltano le lettere scritte dalle Sorrisette

09.10.2017

Lunedì 9 Ottobre 2017. Il freddo inizia a battere alle porte e, oltre alla giacca, porto nel mio pugno le parole dei miei amici Sorrisetti per i nonni e le nonne di una casa di riposo che vado a visitare appena trovo un po' di tempo libero.  E' stato un pomeriggio di carezze, emozioni, abbracci e scene che danno il solito pugno allo stomaco. Pugni allo stomaco che dovrebbero essere curati con il sorriso e con l'amore di chi, a volte, lascia ai silenzi più assordanti parenti e genitori in balìa del destino per vivere e godersi una vita più "tranquilla" che poi così tranquilla non è mai. Noi Sorrisetti abbiamo portato ancora una volta amore e gioia sui volti e nei cuori di Elena, Annunziata, Luigina e tanti altri che avevano una gran sete di compagnia per fare quattro chiacchiere proprio come si usava una volta. Salgo subito le scale e mi nascondo dietro la porta di Delfina, la nonna che conosco di più. La sua stanza è tappezzata di foto in cui era giovane, immagini sacre e primi piani del marito, un corazziere che le rubò il cuore quando aveva 15 anni. Le sue prime parole appena mi vede sono: "Santa Rita mia, Amore mio!". Un abbraccio che vale più di mille anni di vita e, una volta seduto, le apro la lettera della Sorrisetta Mariangela Atti. Il suo "E' un sogno" è il modo per ringraziare chi ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e dedicare un quarto d'ora della giornata a grandi Donne come lei. La mia visita continua e stavolta mi siedo vicino a Luigina e Maria, che oggi è arrabbiata perché ha finito le sigarette ed il dottore le ha detto che ne fuma troppe. Cerco di calmarle le lacrime causate dall'astinenza dal fumo distraendola con le parole della Sorrisetta Grazia che, nella sua lettera, racconta addirittura una fiaba. Ci sono ancora molte lettere da leggere, i corridoi per arrivare dagli altri nonni sono abitati da stanze in cui la vita si è trasformata in lenzuoli bianchi, flebo e letti che cullano teste bianche che continuano a chiamare nomi di figli che da troppo tempo non vanno a fare visita. Poi mi fermo da Lucia che, seduta insieme alle solite amiche del pomeriggio, stava aspettando i polizieschi in Tv. Le faccio scegliere dalle mie mani le ultime lettere rimaste e stavolta ci pensa lei a leggerle a sé stessa e alle altre. Poi mi racconta di quando andava sempre a vedere la Roma allo stadio, del minestrone "mangiabile" che hanno servito a pranzo, mi chiede di chi fossero quegli scritti che oggi pomeriggio ho portato in villa. Io non ho una risposta ben precisa e la prima cosa che mi viene in mente è: "Sono mie amiche". Il tempo di chiacchierare un altro quarto d'ora e vado via fra le solite mille e mai stancanti coccole: "Torna presto! A Natale vieni a suonarci la chitarra?". Scendo le scale e mi viene in mente una cosa che prima non avevo pensato: le lettere sono state scritte tutte da Donne. Un grazie senza fine alle Sorrisette Mariangela Atti, Lucia Di Nardo, Rossana Dello Stritto, Grazia Giara, Anna Rosa Del Grande.